giovedì 14 giugno 2018

Vissero felici e disconnessi

Vissero felici e disconnessi

 Vissero felici e disconnessi

Libro realizzato dai ragazzi di 1A con il progetto fiabe svolto dalla professoressa Toscano.


domenica 20 maggio 2018

... noi CICERONI...

PEDALATA DEL 2 GIUGNO 2018

"Il video dei Ciceroni"




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domenica 13 maggio 2018

Magritte

Rene' Magritte




Il figlio dell'uomo

« Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un'altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l'apparentemente visibile. » Magritte


Perché non una pipa?


La condizione umana


"appartiene  alla serie del "quadro nel quadro", in cui Magritte gioca sulla percezione della realtà dando differenti punti di vista ed evoca un confine sottile, quasi indefinito, tra ciò è reale e quello che ne è la sua percezione." wikip


L'opera da analizzare
L'impero delle luci
«Nell' "Impero delle luci" ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un cielo notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. Il paesaggio fa pensare alla notte e il cielo al giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia» Magritte

Altri link sull'"Impero delle luci":


martedì 1 maggio 2018

martedì 20 febbraio 2018

domenica 7 gennaio 2018

Zaha Hadid


Le opere più belle di Zaha Hadid, grande architetto liberamente tratto dal sito del Post

Zaha Hadid è stata un architetto e designer irachena naturalizzato britannica.

Ha ricevuto il Premio Pritzker nel 2004 (prima donna a ottenerlo) e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. È stata una delle capofila e massime esponenti della corrente decostruttivista.

Zaha Hadid, una dei più illustri e noti architetti contemporanei è morta dopo aver avuto un infarto in un ospedale di Miami.

Hadid aveva 65 anni ed era nata a Baghdad, in Iraq, prima di andare a studiare a Beirut e trasferirsi a Londra, dove viveva da molti anni avendo preso la nazionalità britannica. Ma girava molto il mondo seguendo i numerosissimi progetti del suo studio, che l’avevano messa nel gruppo delle “archistar” mondiali già da quasi trent’anni. Tra gli altri, uno dei tre grattacieli della nuova zona Fiera di Milano, quello in costruzione in questi mesi.

Hadid era stata la prima donna a vincere il premio Pritzker, il più importante riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura, e anche la prima donna a ricevere la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects.


Le opere di Hadid hanno strutture curve, anche grazie all’impiego di nuove tecnologie e materiali come vetro, acciaio, lastre di titanio e plastica. Il suo stile è fluido e leggero, ricorda le forme naturali ed è stato definito da alcuni critici una sorta di nuovo barocco. Nel suo studio, aperto da più di trent’anni, lavorano oltre 240 architetti che hanno realizzato oltre mille progetti. Hadid ha lavorato anche nella moda: ha disegnato una collezione di scarpe per Lacoste, una borsa per Louis Vuitton e una linea di gioielli per Swarovski.

Il sito del suo studio
http://www.zaha-hadid.com/
centro culturale Baku, Azerbaigian
MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo 
Messner Mountain Museum, a Plan de Corones sulle Dolomiti


London Aquatics Centre Olimpiadi e Paralimpiadi Londra 2012


City life Milano


la Stazione della funicolare di Innsbruck


la sede dell’Opera di Guangzhou in Cina;


Museo della Scienza Phaeno, a Wolfsburg, in Germania


Altre opere

martedì 21 novembre 2017

Chi è Giuseppe Marchetti?

I ragazzi della 3C della Scuola Secondaria 1 Grado "Giuseppe Marchetti" di Campoformido hanno svolto una ricerca su

GIUSEPPE MARCHETTI

un friulano studioso della sua terra



PREFAZIONE

Abbiamo scelto di ricercare informazioni su Giuseppe Marchetti perché ci ha incuriosito il fatto che la nostra Scuola fosse intitolata ad questo personaggio a noi sconosciuto. Visto che non siamo riusciti a trovare informazioni esaurienti su internet, abbiamo deciso di esaminare altre fonti.
Ricorrendo al prestito interbibliotecario, tra la biblioteca di Campoformido e di Tarcento, abbiamo ricavato molte informazioni da diversi libri, sia scritti da lui che su di lui.
Inizialmente ci siamo divisi a coppie, ognuna delle quali ha analizzato una fonte riassumendola brevemente.
Successivamente abbiamo creato gruppi di lavoro per suddividere le nostre ricerche in tre categorie: la vita, le opere (libri, lettere…) e il valore (importanza dei suoi lavori).
Al fine di comprendere la lingua e il pensiero di Marchetti, abbiamo selezionato alcuni brani in friulano presenti nel testo “Letaris ai furlans”. Siccome nessuno di noi conosce bene la lingua friulana, per la traduzione siamo ricorsi al prezioso aiuto della sig.ra Paola (bidella) e di due genitori (il papà di Veronica e la mamma di Michael) che ringraziamo di cuore.
Classe 3^C


BIOGRAFIA

Giuseppe Marchetti nacque il 23 Luglio 1902 a Gemona.
A 12 anni entrò nel seminario diocesano dove frequentò le scuole Ginnasiali e Liceali, dopo un breve periodo di servizio militare a Fiume (Croazia).
Nel 1925 fu ordinato sacerdote, frequentò l’Università cattolica di Milano; nel 1935 conseguì la laurea in Lettere, discutendo un’apprezzata tesi sul “Volgare Friulano nei codici di Gemona nel Trecento”.
Nello stesso anno si arruolò come cappellano militare dei granatieri di Sardegna, che seguì durante tutta la guerra d’Abissina.
Nel 1937 riprese l’insegnamento in Friuli.
A Tolmezzo, successivamente, vinse il concorso Statale per l’insegnamento delle Lettere italiane e latine quindi, nel 1939, fu definitivamente trasferito a Udine nell’Istituto Magistrale Caterina Percoto.
Nel 1944 fu mandato al confino politico a Bobbio.
Nel 1947 fu nominato socio dell’Accademia di Udine e, nel 1959, membro della Deputazione di Storia Patria per il Friuli.
Nel 1965 la Società filologica Friulana gli assegnò la medaglia d’oro.
L’8 maggio 1966 morì a causa di un male incurabile.


OPERE

Giuseppe Marchetti scrisse diverse opere che parlano del Friuli utilizzando sia il friulano che l’italiano.
Nel testo “Friuli uomini e tempi”, pubblicato nel 1959, riportò le biografie di molti importanti personaggi che vissero proprio in Friuli.
Nel primo volume narrò le biografie di uomini e donne che hanno lasciato la loro traccia culturale dall’età romana all’età veneziana. Uno dei personaggi descritti è Paolo Diacono, autore della Historia Langobardorum.
Nel secondo volume presentò le vite di uomini e donne che hanno lasciato la loro impronta culturale nell’età del Risorgimento. Uno dei personaggi descritti è Caterina Percoto.
Marchetti scrisse anche il testo “Le chiesette votive del Friuli”. Nell’indice l'autore suddivide le costruzioni in base alla loro locazione; vi è presente anche la cartina delle aree ecclesiastico-culturali del Friuli, controllate dalle diverse diocesi.
Ogni chiesetta è corredata da una didascalia e un’ immagine (disegno); prima di descrivere l’edificio sacro viene presentata la strutturata della Provincia.
Alla fine si trovano gli indici analitici con le biografie degli artisti che hanno ideato le chiesette.
Da notare che l’introduzione al testo è scritta in friulano: questo significa che Marchetti voleva tutelare la lingua locale anche attraverso il suo uso nello scrittura.
Le aree in cui sono posizionate le diocesi sono: la slavia friulana, Carnia, del canale e del Friuli prealpino, Friuli collinare, Udine e dintorni, oltre Torre, bassa friulana, medio e basso Friuli tilaventino, Friuli Goriziano, alto e basso Friuli concordiese.

Elenco delle chiesette votive che ci sono nei dintorni di Udine:
-Basaldella (San Sebastiano)
-Basiliano (San Marco)
-Carpeneto (Sant’Antonio Abate/San Michele)
-Cavallicco (San Leonardo)
-Cjasonsons (San Martino)
-Colloredo di prato (Madonna dei Roveri/Santa Cosma e San Damiano)
-Fontanabuona (San Filippo e San Giacomo)
-Godia (San Bernardo)
-Lauzacco (San Francesco e San Domenico)
-Nespoledo (Sant’Antonio Abate)
-Orgnano (San Pietro)
-Pagnacco (San Floriano)
-Pasian di Prato (Santa Caterina)
-Plaino (Madonna di Tavella)
-Pozzuolo (Madonna della Salute/Santissima Trinità)
-Risano (Santissima Trinità)
-Tomba di Mereto


IL SUO VALORE

Lo storico

All’azione di Marchetti si assegna un ruolo determinante nell’evoluzione dei contenuti e dei metodi che hanno caratterizzato la ricerca della cultura storica locale dalla metà del secolo in poi.

Il linguista

Giuseppe Marchetti aveva posto le basi per far riconoscere il friulano come una lingua, che poteva essere utilizzata per il giornalismo e la storia dell’arte.
Tra alcuni suoi saggi linguistici meritano attenzione quelli dedicati alla grafia dei primi testi in volgare in friulano. Egli è stato anche un grande punto di riferimento per i friulanisti e gli studiosi della lingua friuliana.

Il letterato

l’azione di Marchetti è stata determinante per il sorgere e l’affermarsi di una nuova poesia friulana.

Lo studioso d’arte

Giuseppe Marchetti è stato il primo studioso ad impostare i problemi della storia dell’arte friulana leggendola e interpretandola come nessun altro in termini moderni, cogliendone gli aspetti più profondi, fortemente ancorati al tessuto culturale, sociale e religioso del Friuli.


Giuseppe Marchetti, grazie alle sue ricerche, ha favorito lo sviluppo sugli studi dell’arte friulana e la salvaguardia del patrimonio artistico dell’intera regione.
Nessuno, fino a quel momento, si era dedicato alle opere del periodo romanico-gotico (Medioevo), a chiesette votive/parrocchiali, a monumenti tipici, o alle sculture in legno del Rinascimento.

Si possono trovare delle immagini qui: