giovedì 27 ottobre 2022

domenica 2 ottobre 2022

Caravaggio (1571-1610)

BAROCCO


Caravaggio, raccontato da Sgarbi. minuto 2 (con qualche parolaccia!)



Vocazione di San Matteo


La canestra di frutta

La Madonna dei pellegrini



Giuditta e Oloferne 





Medusa








venerdì 17 giugno 2022

mercoledì 1 giugno 2022

Frottage e collage


Materiale
Foglio di carta leggera
Foglio di cartoncino colorato (colore scuro)

Colla stick
Forbici
Matite colorate 

Superfici interessanti:
Rete patate
Rete limoni
Grattugia
Passino
Ricamo
Tessuti elaborati
Muro
….
A.S. 2021-'22



Beatrice







venerdì 6 maggio 2022

Terremoto del Friuli 6 maggio 1976






 6 maggio 1976


Pomeriggio

7 anni io, Elisabetta 9 siamo nella cinquecento della mamma parcheggiata in centro a Udine vicino alla vecchia Eliotecnica per prendere le copie per il papà. Fa caldo ed è una gran fortuna perché io e Lisa finalmente siamo in maniche corte e soprattutto possiamo indossare le magliette rosse con Pippi Calzelunghe con i nostri nomi impressi portate da Parigi dalla zia Giovanna, una cosa mai vista!


Sera

5 piano, ho la camicina da notte rosa fatta dalla nonna Irma e sto preparando la camomilla, il gas è di quelli a bombola il piano è grande ed è smaltato di bianco. 

Mia mamma lava i piatti mentre papà è in soggiorno, ma improvvisamente irrompe spalancado la porta della cucina, ha il volto terreo e si rivolge alla mamma:"Il terremoto!" e mia mamma:" Ma va là!" e fa una bella risata, come dire: cosa ti salta in mente di spaventarci così! 

Dopo pochi istanti il pavimento di marmo liscio si anima: è uno scivolo, è un'onda che fluttua. Non si sta in piedi la luce va e viene, e in ogni momento ci si sente rimescolati e ci si trova in un posto diverso. 

57 secondi sono tanti, il rumore non lo ricordo, anzi come mi è capitato per altri eventi tragici, ricordo solo una percezione amplificata di tutto attraverso la lente di una bolla: tempo, spazio e suoni sono spariti.  

Finisce la scossa e sul pianerottolo, scesa dal 6 piano, appare la nonna Irma: "Sembra il terremoto del '20 a Tolmezzo!".

Stiamo scendendo a rompicollo le 15 rampe di scale, ma Elisabetta si blocca, torna indietro: non c'è Massimino. Torna su e lo prende con tanto di gabbietta.


Giù c'erano tutti. Tutti nelle loro mise arrangiate, interrotti a fare qualcosa che è molto prossima all'andare a dormire. 

Ci siamo rifugiati dagli amici della mamma e del papà, abitavano vicino in una villetta. In macchina tutta la notte lo speaker di una radio invitava a non rientrare in casa "è in arrivo una scossa più forte". 


Per i bambini è: fine della scuola anticipata, vita all'aperto tutto il giorno con altri bambini. Ci si addormenta in un letto e poi ci si trova su una branda sotto il cielo perché i grandi sentono una scossa.

Si imparano nuove parole: sismografo, sussultorio, ondulatorio, Richter ma forse più Mercalli all'epoca, epicentro, tendopoli, zone terremotate.

Nelle zone terremotate va a portare aiuto il papà con il suo amico. Un giorno siamo anche noi bimbe nelle zone terremotate: c'è un matrimonio. 

Il matrimonio è strano, vicino ci sono le tendopoli e le particole sono fettine di pane.

Giriamo il paese: le case sono sventrate si mostrano spudorate in una quotidiana banalità interrotta: dalla camera, al soggiorno buono, al gabinetto.

domenica 13 marzo 2022

Van Gogh







I mangiatori di patate, (Museo Van Gogh, Amsterdam, 1885) olio su tela,,  82×114 cm


Autoritratto con orecchio bendato (Arles, gennaio 1889); olio su tela, 60×49 cm



Notte stellata, (Museum of Modern Art, New York, 1889), olio su tela, 74 x 92 cm

Campo di grano con corvi
Campo di grano con corvi 1890





Caroli




Ha un segreto notte stellata?